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L'economia
della provincia di Modena è caratterizzata da un'attiva presenza
di imprese cooperative, fortemente concentrate nell'agroalimentare,
nelle costruzioni, nella distribuzione ed in alcune tipologie di
servizi, che esercitano un'elevata influenza sull'intero tessuto
sociale e produttivo dell'area.
Presenti fin dal XIX secolo,
le imprese cooperative nacquero sotto la spinta di motivazioni sociali
e politiche, diffondendosi come forme di associazione di produttori
o di consumatori al fine di impedire l'appropriazione del reddito
prodotto in azienda da parte degli intermediari. L'avvio di queste
attività può essere fatto risalire al 1864, allorché
la "Società Operaia" (Società di mutuo soccorso
fondata l'anno precedente) costituì nel capoluogo un Istituto
alimentare preposto alla vendita di generi alimentari ai soci.
L'avvio delle cooperative di produzione, invece, avvenne una ventina
d'anni dopo, precisamente nel 1886, quando con la nascita della
"Associazione degli operai braccianti" si costituì
a Finale Emilia, comune agricolo della provincia, il primo esempio
di cooperativa di lavoro sorta nel modenese e tra i primissimi casi
di lavoro in comune sorti in Italia.
Gradualmente, nel corso del tempo, accanto alle due componenti originarie
del mondo cooperativo, ossia quella politica e quella sociale, un
ruolo via via sempre più preponderante è stato assunto
dalla componente più prettamente economica e, con essa, dalle
questioni proprie dell'impresa, intesa come organizzazione produttiva
che necessita di tecniche di gestione e di amministrazione adeguate,
di capitali e di scelte di investimento. Un passaggio che ha subito
una forte accentuazione soprattutto negli ultimi anni, quando le
cooperative si sono trovate ad operare in un contesto di maggiore
competitività e di benessere diffuso.
Oggi il sistema delle cooperative rappresenta in provincia una complessa
realtà aziendale costituita da oltre 700 imprese, di cui
poco meno di una decina con oltre 500 addetti, e con un'occupazione
complessiva di oltre 20.000 persone. Oltre che dalle loro dimensioni,
sia in termini di addetti che di fatturato, la forza di molte di
queste cooperative deriva anche dall'estensione della loro attività
su tutto il territorio nazionale. E' questo, ad esempio, il caso
delle maggiori imprese cooperative della distribuzione, dell'agroalimentare
e dell'edilizia.
Come si è già accennato in precedenza, i settori nei
quali la cooperazione ha saputo conquistare posizioni di leadership
per capacità di incidenza sul mercato e per innovazione possono
essere distinti in:
· distribuzione;
· agroalimentare;
· edilizia e assetto del territorio;
· trasporti;
· servizi aziendali e servizi sociali.
In particolare, nella distribuzione, il sistema cooperativo ha contribuito
ad una modernizzazione con la creazione di punti vendita di medie
e grandi dimensioni.
Per quel che riguarda l'agroalimentare la formula cooperativa ha
costituito una forza innovativa in grado di dare un'efficace risposta
alle necessità di ammodernamento e di sviluppo dell'intero
settore presente nell'area, in particolare nella trasformazione
dei prodotti agricoli.
Circa l'assetto del territorio e della città, è possibile
citare le esperienze delle cooperative di abitazione, quali esempi
di promozione degli interventi sia nel recupero edilizio, sia nella
nuova edificazione. Di rilievo, in ambito sia nazionale che internazionale,
è anche il ruolo delle cooperative di costruzione quali interlocutori
dello sviluppo strategico delle infrastrutture.
Altre esperienze significative che il mondo cooperativo modenese
può annoverare sono quelle relative ai servizi aziendali
quali marketing e comunicazione, e al vasto settore dei servizi
sociali, in cui la formula associativa si inserisce come ulteriore
soggetto accanto alle strutture pubbliche e private.
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